SIAMO QUELLI DELLA MEZZA ALABARDA

mezzalabarda

Apparentemente contro ogni logica abbiamo scelto di farci rappresentare dal simbolo che più di ogni altro incarna il nostro ideale raffigurandolo solo a metà.

La scelta però non è stata casuale.

Oltre all’ideale in cui crediamo e che ci accomuna agli altri indipendentisti triestini, abbiamo anche un secondo elemento: abbiamo un progetto di amministrazione e sviluppo per la città.

Va detto che la presenza di un progetto potrebbe accomunarci ai partiti “istituzionali” che han scelto di correre alle prossime elezioni amministrative visto che con ogni probabilità avranno un qualche programma da proporre.

La cosa che ci distingue da tutti, però, è proprio la contemporanea presenza dei due elementi (quello ideologico e quello pratico) di cui uno è indispensabile alla realizzazione dell’altro.

Infatti la nostra battaglia “indipendentista” mira al riconoscimento dello status di Trieste come definito nel Trattato di Pace ed è, di conseguenza, una battaglia per restituire alla città l’unico strumento in grado di prospettarle un futuro, liberandola dai vincoli e dei limiti imposti dall’asfittico orizzonte delle leggi e degli interessi italiani.

Riconquistare il nostro specifico quadro giuridico significa riappropriarci dello strumento che può permettere a noi di realizzare veramente il nostro progetto e a chi verrà dopo di noi di continuare a guidare la città verso il suo futuro di pace e prosperità in quel contesto multietnico ed internazionale che le è proprio.

Qualsiasi partito indipendentista che non promuova un programma serio e concreto non porterà ad altro che alla possibilità di sventolare una bandiera diversa da quella attualmente imposta; mentre qualsiasi partito che pretenda di portare avanti un proprio programma restando nell’alveo delle attuali istituzioni, si troverà nella condizione di non poter mantener fede alle proprie promesse, in quanto non avrà a disposizione l’unico strumento indispensabile per risollevare la città.

Per questo, dunque, abbiamo scelto di farci rappresentare dalla mezza alabarda: la nostra battaglia “di bandiera” è solo una parte del compito che ci siamo prefissati ed è finalizzata a garantirci gli strumenti che ci permetteranno di portare a termine l’altra parte, cioè l’avvio di un processo di crescita della città conforme alla sua vocazione più vera, senza trovarci le mani legate da norme e interessi che ci sono estranei e costrittivi.

Vogliamo le mani libere, vogliamo costruirci da soli il futuro che ci spetta.

Noi siamo quelli della mezza alabarda, noi siamo
“Liberazione Triestina”!

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2 Responses to SIAMO QUELLI DELLA MEZZA ALABARDA

  • Matìa Ombròso - triestin patòco

    Interesante . . .
    Xe passade 24 ore e nissun ga comentà (e nissun ga cancelà) questo comento.
    Mi son un sempliciòto, ignorante forsi, ma me domando (e ve domando a voi letòri), A CHI GIOVA?
    Cioè: “A CHI GIOVA? . . . che le “DUE FAZIONI” (Via da Roma 28 e istrian de San Roco con camerata abruzese che no sa una parola de triestin e se vesti in mimetica) se combatti l’una contro l’altra continuamente da più de un ano a questa parte ?
    . . .
    AI ‘TAGLIANI, GIOVA!
    SOLO AI’TAGLIANI!
    Pensè con la vostra testa!
    No xe question de liste civiche . . .
    No xe question de “rinascite triestine”. . .
    No xe question de “liberazioni triestine” . . .
    No xe question de ribellioni a Equitalia . . .
    XE SOLO E UNICAMENTE QUESTION DE RIATTIVAZION DEL TERITORIO LIBERO DE TRIESTE! DOVEMO RICOMINCIAR DAL’INIZIO! E SARÀ QUESTION DE
    UN LAVOR LUNGO, DE ANI!. DOVEREMO METER MAN NEL NOSTRO PORTAFOGLIO, E SACRIFICARSE EL PIÙ POSSIBILE, LAVORAR INTENSAMENTE COME GA fato I CATALANI, I SCOZZESI, I SARDI, QUEI DELA BRETAGNA FRANCESE, I BASCHI (no teroristi, però!). NO CREDERGHE AI MASSONI!
    Leger el libro de Francois Fejtö REQUIEM PER UN IMPERO DEFUNTO (Arnoldo Mondadori Editore 1990), E NO ILUDERSE SU VITORIE DE UN SINDACO INDIPENDENTISTA TRA UN ANO! XE IMPOSSIBILE! . . . sopratuto doveremo gaver CORAGIO e ESSER TENACI! . . . FINA IN FONDO!
    SENZA PAURA! DIMOSTREMO A NOI STESSI CHE NO RINUNCEREMO ALA NOSTRA DIGNITÀ! . . . e difidèmo de chi no sa el nostro dialeto . . .
    Sarà magari una bona persona, . . . ma adesso dovemo pensar a noi stessi. Questa devi esser la nostra priorità!

    • Marino

      ciò a chi ghe giova che sia impossibile? ai ‘tagliani!

      ma chi xe i ‘tagliani??? ‘tagliani xe tuti quei che vol morta Trieste, in primis i traditori triestini che xe nei
      centri de potere e poi ti che col tuo modo de far te son un de quei.

      Movi el cul inveze de star a scriver monade su internet.

      e te ricordo una roba che el dialeto xe la lingua de uso comune a Trieste ma nel TERRITORIO LIBERO DI TRIESTE le lingue ufficiali sono due: ITALIANO E SLOVENO e ti ricordo che Trieste è formata da tante comunità e ti col tuo ‘tagliani te son solo che un razzista al soldo del dividi et impera.

      Molla la tastiera e verzi i oci, forsi te capirà chi xe el nemico.

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