Diritto di CITTADINANZA

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Il 19 giugno saremo nuovamente nella sede delle Nazioni Unite di Ginevra all’Human Rights Council, 29th Session, a ribadire ai Commissari ONU il diritto di cittadinanza di migliaia di persone del Territorio Libero di Trieste.

Gli indipendentisti triestini, nella campagna elettorale del 1951, che i sondaggi li prospettavano come vincenti,  compresero appieno l’importanza del diritto alla Cittadinanza, inserendo allora la richiesta (legittima pretesa) di tale Diritto come punto principale del loro programma elettorale. La richiesta della cittadinanza per i cittadini del Territorio Libero di Trieste nel 2015, richiama, seguendo l’iter corretto all’UNHCHR di Ginevra, alle proprie responsabilità l’unica autorità in grado di mettere gli Stati amministranti il TLT di fronte alla loro responsabilità: il consiglio di sicurezza dell’ONU.

Abbiamo ripreso il discorso storico esattamente laddove era stato interrotto. L’affermazione della cittadinanza dell’FTT per gli aventi diritto, costituirebbe – adesso – il “punto di non ritorno” atto a definire finalmente l’esistenza de facto del TLT.

Nessun territorio amministrato al mondo dispone di leggi così chiare come il TLT, cittadinanza compresa – ma, come ben sappiamo, le “carte” da sole non determinano nessun cambiamento. Occorre un forte segnale da parte di chi lo vive, il Territorio, per poter avere ciò che ci spetta di diritto. (La Spagna può vantare diritti su Gibilterra, ad esempio, comprese due risoluzioni ONU a suo favore, l’Inghilterra controlla Gibilterra “grazie” al trattato di Utrecht, del 1714 (!) e sempre grazie a due referendum a seguito dei quali oltre il 99% degli abitanti della piccola penisola (1967 e 2002) votarono a favore dell’UK, Gibilterra rimane tutt’oggi territorio inglese, a dimostrazione del potere della volontà popolare.)

“Il referendum Catalano per l’indipendenza non è solo legale, ma è un processo strettamente legato al discorso dei diritti umani e della dignità delle persone che l’ONU rispetta e promuove nel mondo”

  • Ban Ki Moon, Secretary-General of the United Nations, April 2013

I cittadini di Trieste e Territorio si trovano oggi in una situazione in cui hanno il diritto di cittadinanza già sancito da un Trattato di Pace vigente (Allegato VI art. 6):  I cittadini italiani che al 10 giugno 1940 erano domiciliati entro i confini costituenti il Territorio Libero ed i loro figli nati dopo tale data diventeranno cittadini di origine del Territorio Libero e godranno della pienezza dei diritti civili e politici. Divenendo cittadini del Territorio Libero, essi perderanno la loro cittadinanza italiana.

Recentemente, il Commissario Generale del Governo Italiano per il Territorio di Trieste ha negato (22/10/2013) questo diritto con una risposta scritta, a cui ha allegato le motivazioni ufficiali ricevute da parte del Sottosegretario italiano agli Affari Esteri (7/10/2013). Successivamente (5/12/2013), un membro dello staff del Vicepresidente per i Diritti fondamentali della Comunità Europea ha fatto sapere di non essere competente in materia.

A fronte di queste posizioni ufficiali di organi italiani e comunitari, e con la legge dalla nostra parte intendiamo ri aggiornare la rivendicazione di questo nostro diritto alle uniche Autorità competenti in materia:

  • l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani

  • il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite

  • il 25 ed il 26 novembre 2014 grazie all’intercessione dell’UNPO, TRIEST NGO ha potuto, per la prima volta dal 1954, (es)portare la Questione di Trieste e del suo Free Territory nella sede del United Nations Office at Geneva (UNOG) nel corso della settima sessione del Forum delle minoranze.

  • Durante colloqui svoltisi in seguito, un responsabile  dell’alto commissariato per i diritti umani ha comunicato che la richiesta della cittadinanza per gli aventi diritto residenti nei comuni di Trieste/Trst, Duino Aurisina/Devin – Nabrezina, Sgonico/Zgonik, Monrupino/Repentabor,  Muggia/Milje, San Dorligo della  Valle/Dolina, Koper/Capodistria, Villa Decani/Dekani, Isola d’Istria/Izola, Pirano/Piran, Maresego/Marezige, Monte di Capodistria/Šmarje, Umago/Umag, Buie/Buje, Verteneglio/Brtonigla, Cittanova d’Istria/Novigrad, Grisignana/Grožnjan oltre ad essere valida, ha superato la prima fase ed è stata considerata ammissibile, esortandoci a proseguirla e “premiando” così gli oltre 300 firmatari delle prime due spedizioni a Ginevra.

  • Siamo attesi nuovamente a Ginevra il 19 giugno.

  • Abbiamo predisposto un’azione precisa a riguardo, che è possibile sottoscrivere presso:

  1.   la nostra sede in via Roma 28 tutti i giorni dalle 10 alle 12 e nei pomeriggi dal lunedì al venerdi dalle 17 alle 19;

  2.   la sede di Trieste Libera Impresa in via Crispi 66 tutti i pomeriggi dalle 17 alle 19;

  3.  in occasione delle assemblee pubbliche e negli incontri rionali che organizziamo settimanalmente nel Territorio.

 

Trieste, 22 aprile 2015

 

 

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